Associazione Culturale Pier Paolo Pasolini Cervaro

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Alcuni leciti dubbi
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Scritto da Walter Bianchi   
giovedì 02 luglio 2009

La distribuzione di contributi, che hanno interessato alcune associazioni e comitati operanti nel territorio cervarese, ad eccezione della Pasolini, ha portato alla formulazione di alcuni leciti dubbi.

Un’Associazione Culturale, come la Pier Paolo Pasolini Cervaro, che opera tutto l’anno affinché, attraverso la cultura, si possano perseguire fini dal forte valore sociale, può accettare di buon grado che un’amministrazione sia poco sensibile alle problematiche, che questa possa avere? Può vedersi scavalcare nel gradimento da un comitato che celebra la sagra della lasagna?

 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 02 luglio 2009 )
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Sequenza del fiore di Carta
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Scritto da Walter Bianchi   
giovedì 02 luglio 2009

L’ingenuità è una colpa. L’innocente non ha più il diritto di essere tale, in una società che fagocita tutto con le sue ingiustizie e i suoi crimini. Nella “SEQUENZA DEL FIORE DI CARTA”, si contrappone l’ìmmagine gioiosa di un giovane ragazzo romano, che con la sua spensieratezza attraversa una città dinamica.

Al traffico, con il suo movimento “metallico” e chiassoso, rappresentazione di una quotidianità cupa, logorante e alienante, si contrappone l’atteggiamento puerile e semplice di Riccetto, che balla e passeggia con un fiore in bocca, quasi a voler evocare immagini serene, campestri.

Egli ha la colpa di sorridere alla vita, nonostante essa presenti mille ragioni per essere affrontata con ben altro spirito. Le immagini che si avvicendano, confermano quanto sia colpevole. Queste rappresentano i più cupi avvenimenti della storia della prima metà del novecento, di cui non ne coglie il male e la sofferenza che da essi scaturiscono.

La sua fine è segnata, nonostante il Signore provi più volte a richiamare la sua attenzione, a parlargli, a mandargli un ultimo messaggio che possa salvarlo. Ma un innocente, non può avere coscienza e volontà, non può sapere. La purezza ha il limite che non può macchiarsi, delle cattiverie e bruttezze che nascono dagli uomini, perché qualora se ne macchi, qualora ne prenda contatto sarebbe destinata a non essere più tale. Così Riccetto, muore per il suo essere ingenuo e inadeguato, ad una realtà che non lascia spazio alla purezza.  

 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 02 luglio 2009 )
 
Pasolini sulla civiltà dei consumi
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Scritto da Massimo Maraone   
venerdì 26 giugno 2009

La sera del 7 febbraio 1974 la Rai Tv trasmise un nuovo, breve documentario della serie "Io e...", intitolato "Pasolini e ... la forma della città", a cura di Paolo Brunatto.
Nelle ultime immagini, mentre si chiudeva il documentario e dopo aver camminato nervosamente tra le dune di Sabaudia, all'improvviso Pasolini si fermò, esponendo alla telecamera il pallore di un volto sofferto e scavato, e denunciando con assoluta sincerità e asciutta drammaticità, decisamente inabituali per i telespettatori di allora (e di oggi) l'appiattimento culturale, la devastazione estetica e l'imbarbarimento civile a cui ci avrebbe inevitabilmente portato la società dei consumi concepita dalla repubblica post-fascista e in generale da tutti i "regimi democratici" contemporanei.
 


 

 

 
Tommaso M.
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Scritto da Andrea Meccia   
sabato 13 giugno 2009

"Provate pure a credervi assolti, siete lo stesso coinvolti"
  Fabrizio De Andre'
 
E' una notizia che sembra venire dalla periferia di una grande metropoli. Ha il sapore di un film adolescenziale e giovanilista che racconta le migliaia di morti che l'eroina ha fatto negli anni '80 in tutto il mondo  e invece viene dalle case e dalla piazza di un piccolo paese.

Ultimo aggiornamento ( sabato 13 giugno 2009 )
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Tommaso M.
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Scritto da Matteo Canale Parola   
sabato 13 giugno 2009

“La droga è la speranza di chi speranza non ne ha più” 
 Jim Morrison

 

Quel che più mi nausea è che siamo tutti colpevoli. Tutti, allo stesso modo, poiché non siamo stati così sensibili da accorgerci cosa stesse succedendo ad un membro della nostra comunità,o forse perché siamo stati così ipocriti da pensare che, prima o poi, le cose si sarebbero sistemate, in un modo o nell’altro. Nel peggiore dei modi possibili. Con Tommaso svanisce un mondo in movimento.
Ultimo aggiornamento ( sabato 13 giugno 2009 )
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Tommaso M.
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Scritto da Walter Bianchi   
sabato 13 giugno 2009

"La droga è sempre un surrogato. Un surrogato della cultura."

(Pier Paolo Pasolini)

 

Morire a 16 anni, per la dipendenza a sostanze ingannatrici dei sensi e intorpidanti dell’animo. Sembra qualcosa di lontano, qualcosa che appartiene ad una realtà troppo diversa da quella in cui sono cresciuto e in cui credo di vivere, invece mi sbaglio.
Ultimo aggiornamento ( sabato 13 giugno 2009 )
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